L’altalena informativa

Se proviamo a raccogliere le idee su quanto l’esperienza lavorativa ci insegna, troviamo difficile dire che conta poco; quindi se pensiamo che la scuola deve essere un momento di apprendimento e di preparazione per l’attività lavorativa, dobbiamo necessariamente strutturare una scuola che contempli il lavoro in quanto scuola di vita. Ciò nonostante resta prioritario che l’indirizzo scolastico è fondamentalmente un ambiente dove l’individuo si forma nella coscienza civica e morale.

Con questo presupposto sarà utile ripensare l’idea di istruzione e non solo con l’intenzione di modificare, ma con la volontà di riconfigurare lo schema generale dell’organizzazione scolastica all’interno della società.

Definiamo subito che l’altalena informativa è una zona di interscambio che include scuola, lavoro, famiglia e strutture associative, e che nel processo istruttivo dell’individuo si adatta alle dinamiche sociali del momento e alle caratteristiche del soggetto.

Possiamo definire indispensabile l’attuazione di un percorso civico più completo di quanto avveniva in passato, realizzando un quadro di programmazione scolastico più adeguato alle esigenze della società futura. Iniziando con l’evidente necessità di rinnovare le consuetudini che delineano la socializzazione e convalidando la  definizione di Educazione Permanente : istituzione dell’obbligo scolastico fino all’età di anni 18 con relativa certificazione del Diploma di Maturità, che concede il diritto al voto elettorale e l’abilitazione agli studi universitari.

I termini studio e lavoro vanno identificati parallelamente e non uno in funzione dell’altro, poiché studiare è anche attività lavorativa, di progettazione, così come il lavoro necessita spesso di applicazione,  dedizione, concentrazione ed aggiornamento costante; una formazione continua che va disegnata attraverso dei segnali di notifica … crediti di lavoro, crediti di studio, licenze, tirocini, abilitazioni, patenti, titoli o diplomi.

Bisognerà fare spazio a dei periodi di lavoro anche in ambito scolastico per poter fronteggiare il bisogno di formazione specifica che nel mondo contemporaneo muove le aziende e i nuclei operativi della produttività.

Sarà opportuno considerare gli studenti dei referenti particolari che si muovono tra scuola e lavoro come dei veri e propri giornalisti, reporters di notizie dai luoghi di lavoro per adeguare le operazioni di configurazione formativa della scuola, al fine ultimo di poter oltremodo contribuire alla produzione di un’attività di lavoro che sfrutti le potenziali opportunità che il patrimonio di riflessione didattico può generare tramite un percorso altalenante ovvero integrato fra mondo economico e mondo formativo, per misurare il senso dell’ordinamento sociale.

Le scuole devono essere fornite di attrezzature ma soprattutto devono contenere una biblioteca comune di consultazione e condivisione dei saperi; l’obbligo formativo civico segue l’andamento della Psicologia dello sviluppo intesa come condizione per la maturazione della coscienza individuale, per arrivare non solamente ad un’indipendenza economica, ma soprattutto ad un’autonomia di pensiero, di libertà espressiva e capacità decisionale.

Scuola dell’infanzia : dai 3 ai 5 anni   [ anni 3 ];

Scuole elementari : dai 6 ai 10 anni   [ anni 5 ];

Scuole medie : dagli 11 ai 14 anni   [ anni 4 ];

Scuole superiori : dai 15 ai 18 anni   [ anni 3 ].

Il documento ultimo della maturità scolastica è anche licenza elettorale, e si potrà chiamare Maturità Civica.

Si inizia a studiare la prima lingua straniera in terza elementare, e a seguire la seconda lingua in quarta, e la terza in quinta elementare.

Per i quattro anni delle scuole medie si studiano 3 lingue straniere in maniera approfondita e l’ultimo anno prevede un’iter extrascolastico di partecipazione a corsi integrativi (200 ore) come per esempio l’educazione stradale, brevetti sportivi, associazioni culturali, lavori socialmente utili, educazione civica, etc.

Nei tre anni successivi l’attività didattica delle scuole superiori dovrà essere dedicata all’orientamento professionale con specifici percorsi di tipo lavorativo pratico (tirocini all’estero, abilitazioni, licenze commerciali: 200 ore all’anno) anche retribuito, da correlare parallelamente agli insegnamenti teorici che verranno designati in relazione alle opportunità offerte dal territorio. La connessione tra scuola e lavoro deve garantire la cultura della legalità.         

                                                                                               Mario  Gazzari 

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