Premio

novembre 2012

Credo che l’Italia abbia bisogno di un Parlamento Unico composto da 500 parlamentari; la legge elettorale deve essere funzionale alla maggioranza di governo. Pertanto ci dovrebbero essere 500 poltrone o seggi; il numero dei partiti che si candidano alle elezioni non può avere dei limiti, possono essere 5, 20 oppure 100.

La maggioranza democratica (51%) sono le 255 poltrone destinate a chi ha ottenuto il maggior numero di voti;  a seguire il secondo partito avrebbe il 20% dei seggi (100 poltrone) … ovvero tutto il restante di minoranza del 49% dovrà essere suddiviso fra i partiti che hanno avuto un minor numero di voti ed in modo decrescente fino al minimo dell’1%.

Per  essere  più  chiari  :

51%  al primo partito – 255 seggi;

20%  al secondo – 100 seggi;

15%  al terzo – 75 seggi;

10%  al quarto – 50 seggi;

3%  al quinto – 15 seggi;

1%  al sesto – 5 seggi.

Per quanto riguarda le preferenze si potrebbe lasciare la scelta ai cittadini: chiunque iscritto ad una corrente di pensiero può candidarsi ed essere eletto dagli elettori; ogni partito può presentare i propri candidati che dovranno essere almeno quattro (due maschi e due femmine), per dare la possibilità ai votanti di decidere fra una gamma minima di opzioni consigliate; naturalmente verrà considerato eletto quello con il maggior numero di voti.

Inoltre, supponiamo che le votazioni diano luogo allo stesso numero di voti per il primo e il secondo partito, a quel punto bisognerebbe ritornare a votare per dare una maggioranza concreta e tutti andrebbero a votare escludendo il terzo, il quarto, il quinto ed il sesto partito.

Un premio di maggioranza potrebbe incrementare il numero degli eletti del primo partito con un criterio basato sull’astensionismo: ogni 500.000 aventi diritto al voto astenuti si aggiunge 1 seggio alla maggioranza di governo; per esempio, con un astensionismo pari a 2.476.894 non votanti, bisognerà far corrispondere 4 poltrone in più al partito di maggioranza, e con 3.500.000 astenuti, ci saranno 7 parlamentari in aggiunta ai 255 previsti per il gruppo politico vincente.

Le schede nulle vanno considerate non valide, e saranno voti perduti.

Un premio di minoranza potrebbe incrementare il numero dei parlamentari con un criterio basato sul conteggio delle schede bianche: con 500.000 votanti scheda bianca si aggiunge 1 seggio alla minoranza di governo del sesto partito, e a seguire  +1 seggio anche per il quinto nel caso di 1.000.000 di voti bianchi; per esempio, con 2.999.999 votanti scheda bianca, bisognerà far corrispondere una poltrona in più all’ultimo partito di minoranza,  una al quinto, una al quarto, una al terzo, e una al secondo; e con 3.000.000 schede bianche, avremo: +1 seggio per ogni partito di minoranza ad esclusione del sesto che ne avrà 2 in più.

maggioranza parlamentare

Casi limite: se tra i partiti di minoranza risultano condizioni con lo stesso numero di voti, il numero previsto dei seggi per le posizioni da assegnare andrà sommato e poi diviso per il numero dei contendenti – esempio: se 5° e 6° hanno uguale numero di voti, faremo 15+5=20 seggi poi diviso 2 cioè 10 seggi ciascuno; nel caso di valori risultanti non interi, per esempio 87.5 oppure 62.5 seggi, si semplifica per difetto cioè 87 oppure 62 seggi.  Nell’ulteriore condizione particolare che più partiti ottengano uguale numero di voti per la sesta posizione, si calcola il premio di minoranza come previsto e si attribuisce ad ognuno lo stesso numero di seggi. 

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