La composizione della Corte

ottobre 2013

L’etica culturale italiana ha dimostrato nella sua storia recente di essersi troppo arroccata su forme di morale ristrette ai “gruppi etnici dialettali” lasciando alla collettività nazionale un spazio ridotto di reazione legittima; in tal senso l’avvento di amare inquietudini localizzate in maniera diffusa su tutto il territorio ha generato sgomento e perplessità che negli ultimi mesi sembrano essersi trasformate in nuove modalità di proposta politica e di riorganizzazione istituzionale. Forse alcuni cambiamenti di pratica civile della nazione hanno atteso troppo a lungo per venire alla luce con pacata convivenza, pertanto l’aumento degli attriti sul piano della comprensione reciproca è stato inevitabile.

Nuove consultazioni popolari sono state avviate per mettere la cittadinanza italiana nelle condizioni di poter attivare nuovi sviluppi del senso comune di appartenenza all’interno dei margini istituzionali, anche se bisogna riconoscere che sono arrivate un po’ in ritardo.

Esiste poi un’insopportabile fascinazione per il passato perfino ottocentesco che disturba la quiete pubblica e toglie linfa vitale alle nuove generazioni. Sarebbe più interessante pensare a come preparare il terreno affinché certi meccanismi esistenti nella nostra Costituzione non ostacolino le aspettative dell’avvenire sociale e professionale della nazione: in vista per esempio di un futuro Parlamento Unico si può meditare sul ruolo svolto dai Senatori a vita; questi cinque cittadini nominati per altissimi meriti dal Presidente della Repubblica, che vorrei chiamare Parlamentari Eccellenti, e che influenzano l’atmosfera politica con il loro voto in Senato anche senza mandato elettorale, avrebbero miglior collocazione e prestigio se inglobati nella Corte Costituzionale in qualità di consulenti diretti; ciò gioverebbe ai quindici giudici delle Garanzie Costituzionali che potrebbero beneficiare di contributi culturali imperdibili sostenuti da illustrissime personalità. Altresì si darebbe maggiore respiro all’assemblea della Corte che vedrebbe migliorata la sua qualità e capacità decisionale in virtù della filosofia morale di Eccellenti Parlamentari, che potranno dimostrarsi particolarmente svincolati da certe “deformazioni professionali” di natura giuridica.

Altrettanto gratificata risulterebbe l’assemblea del Parlamento nel corrispondere opportunamente agli aventi diritto di voto parlamentare il giusto mandato degli elettori.

 

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